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Oggi 4 Febbraio è la Giornata Mondiale contro il Cancro, promossa ogni anno dalla UICC - Union for International Cancer Control - e sostenuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), per sensibilizzare l'opinione pubblica sul cancro, incoraggiarne la prevenzione e mobilitare l'azione per affrontare questo importante tema di salute.
La prevenzione è vita. Il cancro si può combattere, e uno degli strumenti più potenti che abbiamo è la diagnosi precoce.
Regione Lombardia offre screening gratuiti per individuare in tempo le patologie più diffuse.
Hai mai pensato che un semplice controllo potrebbe salvarti la vita?
Ecco i programmi attivi:
✅ 👩‍⚕️ Screening Mammografico
Ogni 12 mesi per le donne tra 45 e 49 anni
Ogni 2 anni per le donne tra 50 e 74 anni
✅ 🩺 Screening Cervico-Uterino
Pap-test ogni 3 anni per le donne tra 25 e 29 anni
HPV-test ogni 5 anni per le donne tra 30 e 64 anni
✅ 🩸 Screening Colon-Retto
Test del sangue occulto ogni 2 anni per uomini e donne tra 50 e 74 anni
Non rimandare. Non aspettare i sintomi. Fai prevenzione. Controlla il tuo Fascicolo Sanitario Elettronico o rivolgiti alla tua ATS per ricevere l’invito allo screening.
Clicca qui per maggiori informazioni https://www.ats-milano.it/.../4-febbraio-2025-giornata...

Una giornata speciale per gli studenti delle classi quinte dell'Istituto Tecnico Industriale Statale G. Feltrinelli di Milano dove abbiamo avuto il piacere di presentare il Corso di Laurea in Infermieristica di Fondazione Sacra Famiglia-Università degli Studi di Milano .
E' stato il primo di una serie di appuntamenti che ci accompagneranno lungo tutto il 2025!
Durante il laboratorio pratico sulla rianimazione cardiopolmonare, gli studenti hanno acquisito alcune tecniche fondamentali, esplorando direttamente come intervenire in situazioni di emergenza. Un'occasione importante per scoprire una professione essenziale nel settore sanitario e socio-sanitario, comprendendo come il corso di laurea in infermieristica possa aprire le porte a una carriera stimolante, ricca di soddisfazioni e opportunità.
L'incontro si è concluso con la presentazione del percorso di laurea triennale, durante la quale i futuri maturandi hanno avuto l'opportunità di scoprire in modo più chiaro e dettagliato le prospettive che offre questo cammino universitario.
Un grazie a tutti i partecipanti per l'entusiasmo e l'interesse dimostrato!
Se anche tu sei interessato a intraprendere questo viaggio formativo, contattaci per maggiori informazioni allo 02.45677980.

Ieri i nostri studenti hanno partecipato a un'entusiasmante attività formativa basata su casi concreti della quotidianità assistenziale.
Durante la simulazione, i partecipanti hanno affrontato scenari realistici, cercando soluzioni efficaci per migliorare il benessere degli ospiti e rafforzare la collaborazione tra colleghi.
Ecco un caso concreto affrontato durante la simulazione:
Giovanni, 84 anni, con artrosi severa, vuole mantenere la sua indipendenza, ma ha difficoltà a camminare. Rifiuta il deambulatore, associandolo a una perdita di dignità, mettendo così a rischio la sua sicurezza.
Cosa hanno fatto i nostri ASA?
✅ Hanno proposto strategie per migliorare la sua autonomia rispettando la sua dignità.
✅ Hanno ideato approcci per motivarlo all'uso del deambulatore.
✅ Hanno pianificato azioni per prevenire cadute, con soluzioni pratiche e innovative.
Ma non solo: si sono messi in gioco anche con la creatività!
Attraverso disegni simbolici, hanno rappresentato le emozioni, le difficoltà e le soluzioni immaginate, trasformando una sfida assistenziale in un'opportunità di crescita!

Oggi celebriamo un tema fondamentale non solo per tutti noi, ma soprattutto per chi lavora nel settore sanitario: la privacy e la protezione dei dati personali.
Perché è così importante?
Perché garantire la riservatezza dei nostri ospiti e dei nostri pazienti non è solo un obbligo normativo, ma un impegno etico verso il rispetto e la dignità di ogni individuo.
Cosa facciamo nel nostro Centro Formazione?
Formiamo i nostri professionisti e tutti gli studenti dei corsi di qualifica professionale (OSS, ASA) e del corso di laurea in Infermieristica, dedicando grande attenzione alla gestione dei dati personali in ambito sanitario.
Come lo facciamo?
Attraverso sessioni formative mensili in aula, webinar sincroni e asincroni, utili per approfondire i principi della privacy e la loro applicazione pratica, con l’ausilio di docenti esperti e professionisti del settore, preparati a trasmettere conoscenze aggiornate e competenze operative.
Sei interessato a saperne di più sui nostri corsi? Contattaci 📞 02.45677980

Nella Giornata della Memoria, celebriamo la straordinaria vita di Irena Sendler, infermiera e assistente sociale polacca che, durante l’occupazione nazista, salvò più di duemila bambini ebrei destinati ai campi di sterminio.

 

Un’infanzia segnata dall’esempio

Nata a Varsavia nel 1910 in una famiglia socialista e cattolica, Irena crebbe ispirata dal padre medico, che sacrificò la sua vita curando malati di tifo rifiutati da altri. Questo esempio di altruismo guidò le sue scelte future, spingendola a combattere contro l’ingiustizia e la discriminazione, già dai tempi dell’università.

Negli anni dell’occupazione nazista, lavorando come assistente sociale a Varsavia, Irena iniziò a fornire documenti falsi alle famiglie ebree per aiutarle a fuggire. Nel 1942 si unì al movimento di resistenza polacco Żegota (Consiglio di Aiuto agli Ebrei), che le affidò una missione cruciale: mettere in salvo i bambini ebrei rinchiusi nel ghetto di Varsavia.

 

Salvataggi sotto copertura

Grazie al suo ruolo di infermiera incaricata di controllare la diffusione delle epidemie – una minaccia che i tedeschi temevano potesse espandersi oltre i confini del ghetto – Irena ottenne un lasciapassare per accedere al ghetto di Varsavia. Sotto il nome in codice “Jolanta”, ideò audaci stratagemmi per portare in salvo i bambini: alcuni venivano sedati e nascosti in sacchi di juta, facendo credere che fossero morti; altri erano celati nei doppi fondi di cassette per attrezzi, i cui pianti venivano coperti dall’abbaiare di un cane addestrato; altri ancora venivano trasportati in ambulanze tra stracci insanguinati per passare inosservati.

 

Il barattolo della speranza

Ogni bambino salvato veniva registrato con il suo vero nome e la nuova identità cristiana. Irena conservava questi elenchi su foglietti di carta nascosti dentro barattoli di vetro, che seppelliva sotto un albero nel giardino di un’amica. L’obiettivo era quello di consentire, a guerra finita, il ricongiungimento con le famiglie d’origine.

Fuori dal ghetto, i bambini venivano affidati a famiglie cristiane o a conventi cattolici, dove vivevano sotto falsa identità.

 

Un sacrificio personale

Nel 1943, Irena fu arrestata dalla Gestapo. Sottoposta a torture brutali – che le causarono lesioni permanenti alle gambe – non rivelò mai i nomi dei bambini salvati o dei suoi collaboratori. Condannata a morte, riuscì a salvarsi grazie alla resistenza polacca, che corrompendo i soldati tedeschi simulò la sua esecuzione.

Nonostante le difficoltà, Irena continuò a lavorare nell’anonimato per il salvataggio di altri bambini fino alla fine della guerra.

 

Un’eredità indelebile

Con la fine del conflitto, gli elenchi custoditi da Irena permisero di rintracciare più di duemila bambini e di ricostruire, quando possibile, il legame con le famiglie d’origine. Purtroppo, molte di queste erano state sterminate nei ghetti o nei campi di concentramento.

Irena Sendler morì il 12 maggio 2008 a Varsavia, lasciando un’eredità di coraggio e altruismo. Nonostante la candidatura al Premio Nobel per la Pace nel 2007, il riconoscimento le fu negato in favore di Al Gore.

 

Un esempio per la professione infermieristica

La storia di Irena Sendler non è solo un tributo al suo straordinario coraggio, ma un richiamo ai valori fondanti della professione infermieristica: cura, empatia e sacrificio. Come infermiera, Irena ha incarnato il senso più alto di questa professione, mettendo al centro la dignità della persona e la difesa della vita, anche nei momenti più bui della storia.

La sua testimonianza ci ricorda che l’assistenza non è solo un atto tecnico, ma un impegno etico e umano che può fare la differenza, salvando vite e ricostruendo speranze. Essere infermieri significa prendersi cura non solo dei corpi, ma anche del futuro dell’umanità, proprio come ha fatto Irena.

Centro Formazione Sacra Famiglia

Via Nazario Sauro,3
20090 - Cesano Boscone (MI)
Tel: +39 02 45677980
Email: centroformazione@sacrafamiglia.org

 

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